{"id":854,"date":"2026-07-09T09:16:49","date_gmt":"2026-07-09T09:16:49","guid":{"rendered":"https:\/\/andreaolimpi.com\/?p=854"},"modified":"2026-07-19T10:03:15","modified_gmt":"2026-07-19T10:03:15","slug":"one-republic","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreaolimpi.com\/?p=854","title":{"rendered":"One Republic: &#8220;From Europe, With Love Tour&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>OneRepublic: Ryan Tedder, il frontman che continua a scrivere il pop contemporaneo<\/strong><br><em>Ad Asti il debutto italiano del &#8220;From Europe, With Love Tour&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono artisti che interpretano il pop. E poi ci sono artisti che il pop lo hanno scritto.&nbsp;<strong>Ryan Tedder<\/strong> appartiene alla seconda categoria. Per questo il debutto italiano del&nbsp;<strong>&#8220;From Europe, With Love Tour&#8221;<\/strong>&nbsp;degli&nbsp;<strong>OneRepublic<\/strong>, andato in scena ad Asti davanti a circa cinquemila spettatori,&nbsp;\u00e8&nbsp;stato molto pi\u00f9&nbsp;di una tappa di un tour internazionale:&nbsp;\u00e8&nbsp;stato il ritratto dal vivo di uno degli autori e produttori che, negli ultimi vent&#8217;anni, hanno contribuito a definire il suono del pop mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per molti il nome OneRepublic coincide con&nbsp;<strong>Counting Stars<\/strong>,&nbsp;<strong>Apologize<\/strong>,&nbsp;<strong>Secrets<\/strong>&nbsp;o, pi\u00f9&nbsp;recentemente,&nbsp;<strong>I Ain&#8217;t Worried<\/strong>. In realt\u00e0&nbsp;la storia della band racconta molto di pi\u00f9. Racconta un gruppo che, quando Spotify non esisteva e i social erano ancora agli albori, intu\u00ec&nbsp;prima di altri il potenziale della rete. Dopo essere stati scaricati dalla loro etichetta, gli OneRepublic continuarono a pubblicare la propria musica su&nbsp;<strong>MySpace<\/strong>, diventando uno dei primi grandi fenomeni musicali della piattaforma. Fu proprio quel successo ad attirare l&#8217;attenzione di&nbsp;<strong>Timbaland<\/strong>, che trasform\u00f2&nbsp;<em>Apologize<\/em>&nbsp;in un successo mondiale. Una storia che oggi sembra normale, ma che nel 2006 rappresentava una piccola rivoluzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quasi vent&#8217;anni dopo, quella capacit\u00e0&nbsp;di guardare avanti&nbsp;\u00e8&nbsp;ancora il tratto distintivo della band. Per quasi due ore e attraverso 26 brani, gli&nbsp;<strong>OneRepublic<\/strong>&nbsp;alternano i grandi classici alle produzioni pi\u00f9&nbsp;recenti, dimostrando di non vivere di nostalgia ma di continuare a evolversi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il filo conduttore della serata&nbsp;\u00e8&nbsp;<strong>Ryan Tedder<\/strong>. Riduttivo definirlo semplicemente il cantante del gruppo.&nbsp;\u00c8&nbsp;frontman, autore, produttore, musicista. Sul palco si muove con naturalezza, balla, salta, dialoga continuamente con il pubblico e trasforma ogni pausa tra un brano e l&#8217;altro in un momento di relazione,&nbsp;dimostrando&nbsp;una naturale capacit\u00e0&nbsp;di entrare in sintonia con il pubblico. Parlando dell&#8217;Italia racconta quanto ami tornarci, non solo per i concerti ma anche per le vacanze, definendola uno dei luoghi migliori dove stare grazie alla musica e al buon cibo.&nbsp;\u00abMusic and food&#8230; what else?\u00bb, scherza dal palco, prima di aggiungere, con la consueta ironia, che un test del DNA dovrebbe rivelargli&nbsp;\u00abqualche percentuale di sangue italiano\u00bb, perch\u00e9&nbsp;un legame cos\u00ec&nbsp;con il nostro Paese deve pur avere una spiegazione. Poi ringrazia l&#8217;opening act&nbsp;<strong>Conor B<\/strong><strong>urns<\/strong>, promette di tornare presto e, in pi\u00f9&nbsp;occasioni, inserisce persino il nome di Asti all&#8217;interno dei testi.<br>\u00c8&nbsp;questa la qualit\u00e0&nbsp;che distingue i grandi frontman. Non hanno bisogno di attirare continuamente l&#8217;attenzione. La ricevono in modo naturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche i piccoli dettagli raccontano molto del suo modo di vivere il palco. Pi\u00f9&nbsp;volte lancia bacchette da batteria verso gli spettatori, nel finale tira fuori da un borsone appoggiato fin dall&#8217;inizio accanto al microfono tre palloni e li calcia con sorprendente potenza fino a raggiungere il fondo della piazza. Pi\u00f9&nbsp;tardi impugna una&nbsp;<strong>Insta360<\/strong>, riprende il pubblico, la band e s\u00e9&nbsp;stesso, mentre le immagini scorrono in tempo reale sui maxischermi. Gesti semplici, ma capaci di rafforzare quella sensazione di partecipazione che accompagna l&#8217;intero concerto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei momenti pi\u00f9&nbsp;significativi arriva con&nbsp;<strong>Halo<\/strong>. Molti potrebbero pensare a una semplice cover di&nbsp;<strong>Beyonc<\/strong><strong>\u00e9<\/strong>. In realt\u00e0&nbsp;Tedder sta riportando sul palco una canzone che porta la sua firma. Accompagnato dalla band, con gli archi a dare profondit\u00e0&nbsp;all&#8217;arrangiamento, guida il pubblico in un dialogo costruito sul celebre ritornello. Lui lancia e il pubblico risponde,&nbsp;fino al vocalizzo finale accolto da una lunga ovazione.&nbsp;\u00c8&nbsp;uno di quei passaggi che ricordano come, oltre a essere il volto degli OneRepublic, Tedder sia anche uno dei songwriter pi\u00f9&nbsp;influenti della sua generazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se&nbsp;<em>Halo<\/em>&nbsp;racconta l&#8217;autore,&nbsp;<strong>Apologize<\/strong>&nbsp;racconta il musicista. Seduto al pianoforte, lascia che sia soprattutto la canzone a parlare. Il pubblico accompagna il ritornello con un coro compatto, batte le mani a tempo e trasforma uno dei brani simbolo della band in uno dei momenti pi\u00f9&nbsp;intensi della serata. Non&nbsp;\u00e8&nbsp;un karaoke collettivo, ma un dialogo tra palco e piazza, costruito su una canzone che continua a emozionare a quasi vent&#8217;anni dalla sua uscita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Colpisce anche il pubblico. Eterogeneo, composto soprattutto da quella generazione cresciuta con gli OneRepublic ma capace di riunire et\u00e0&nbsp;diverse. Si canta, si balla e si battono le mani praticamente per tutta la durata del concerto, dai grandi classici fino ai brani pi\u00f9&nbsp;recenti.&nbsp;\u00c8&nbsp;il segno di un repertorio che ha saputo attraversare il tempo, parlando a pubblici differenti senza perdere forza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul palco Tedder indossa una t-shirt dei&nbsp;<strong>Metallica<\/strong>, quella dello storico album&nbsp;<strong>&#8220;&#8230;And Justice for All&#8221;<\/strong>. Un dettaglio apparentemente marginale, che racconta per\u00f2&nbsp;le radici di un musicista capace di attraversare linguaggi diversi senza rinunciare alla propria identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine resta soprattutto una certezza.&nbsp;Il&nbsp;segreto degli&nbsp;<strong>OneRepublic<\/strong>:&nbsp;non inseguire il tempo, ma attraversarlo. Cambiano le piattaforme, cambiano le mode, cambiano le generazioni. Dall&#8217;epoca di MySpace a quella dello streaming,&nbsp;<strong>Ryan Tedder<\/strong>&nbsp;continua a fare ci\u00f2&nbsp;che ha sempre fatto: scrivere canzoni capaci di restare. E, finch\u00e9&nbsp;quelle canzoni riusciranno a trasformare migliaia di persone in un unico coro, ci sar\u00e0&nbsp;sempre un motivo per tornare ad ascoltarle dal vivo.<\/p>\n\n\n<div class=\"brz-root__container\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OneRepublic: Ryan Tedder, il frontman che continua a scrivere il pop contemporaneoAd Asti il debutto italiano del &#8220;From Europe, With Love Tour&#8221; Ci sono artisti che interpretano il pop. E poi ci sono artisti che il pop lo hanno scritto.&nbsp;Ryan Tedder appartiene alla seconda categoria. 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